Il turismo rurale: un segmento in crescita

Il turismo rurale: un segmento in crescita


Parliamo di turismo rurale, un fenomeno complesso ma destinato a cavalcare l'onda dei nuovi trend del turismo. Oggi più che mai il turismo è percepito come un' opportunità da cogliere per numerosi territori rurali, desiderosi di emergere dall'anonimato e valicare i limiti dei processi di modernizzazione agricola e di sviluppo delle attività del settore secondario, dai quali spesso sono rimasti esclusi. Il turismo rurale rappresenta un segmento in crescita che mostra interessanti potenzialità di sviluppo, date soprattutto dalla sua capacità di rispondere in maniera multifunzionale ad alcune delle tendenze emergenti all'interno della domanda turistica e che tendono a premiare sempre più forme di fruizione che rifuggono la massificazione e si mostrano più attente ai valori della natura, della cultura, dell’enogastronomia, della campagna in senso lato, in accordo ai principi della sostenibilità.

Le comunità rurali vedono nello sviluppo del turismo una possibilità per diversificare l’economia locale e rivitalizzare i territori scarsamente competitivi e potenzialmente esclusi dalle dinamiche di crescita dei mercati e dallo sviluppo delle politiche agricole. Da qui deriva l'interesse per nuove forme di turismo quali vettori di crescita e diversificazione delle aree rurali. Tale interesse deriva da molteplici fattori. Anzitutto dal fabbisogno sempre crescente di di lavoro, le cui competenze sono facilmente acquisibili; in secondo luogo la necessità crescente di coinvolgimento delle popolazioni locali nei processi di scelta e negoziazione, finalizzate alla messa in atto di strategie di pianificazione territoriale; ed infine la conseguente possibilità per gli attori locali di avviare nuove attività con investimenti privati che in qualche modo attraggano flussi di investimento dall’esterno. Il tutto chiaramente a vantaggio dell'attivazione di circuiti di domanda capaci di creare un indotto positivo sulle varie attività economiche locali. Nella logica di una diversificazione delle aziende agricole, infatti, è sempre più necessario stimolare la creazione di modelli sinergici, che rispondano a logiche completamente diverse da quelle meramente produttiviste.

Segno evidente di questa tendenza è la graduale affermazione, nel corso dell'ultimo decennio, dell'offerta agrituristica, la quale risponde alla volontà di investire in un comparto multifunzionale che perfettamente si sposa con le logiche di marketing turistico. Il fenomeno turistico rurale è infatti sempre più oggetto di grande attenzione da parte dei vari media, oltre che dei consumatori, sempre più attenti ad un'offerta di qualità, ben strutturata e soprattutto integrata.

Ma che cosa si intende per “turismo rurale”?

Il turismo rurale si declina secondo varie forme di turismo collegate alle risorse della ruralità e in diretto contatto con esse, ovvero quelle forme di turismo in cui la “cultura rurale”, nella sua totalità di elementi tangibili ed intangibili, rappresenta una componente fondamentale e caratterizzante. È quindi opportuno chiarire cosa si intende per “risorsa rurale”. La risorsa rurale è costituita non solo dai prodotti dell'agricoltura locale e dalla trasformazione dei suoi prodotti, ma comprende tutte le caratteristiche ambientali, culturali, storico-artistiche e demo-etno-antropologiche che identificano una determinata area territoriale in cui l'elemento rurale, appunto, si configura come caratterizzante. In alcuni casi, il turismo rurale ha trovato una compiuta definizione anche a livello normativo. Ad esempio la Regione Sardegna, con la L.R.12 agosto 1998, n. 27, ha dato una definizione di strutture ricettive di tipo rurale, in particolare riferendosi agli alloggi turistico-rurali e agli alberghi diffusi nei centri storici, indicando come predominanti le attività strettamente connesse alla fruizione dei beni derivanti dal patrimonio rurale. Anche la Regione Marche con la L.R. 3/2002 ha stabilito che “per turismo rurale s'intende una specifica articolazione dell'offerta turistica regionale composta da un complesso di attività che possono comprendere ospitalità, ristorazione, attività sportive, del tempo libero e di servizio, finalizzate alla corretta fruizione dei beni naturalistici, ambientali e culturali del territorio rurale”.

Sempre all’interno del panorama normativo, un ruolo particolare è rivestito dall’agriturismo, regolato da una legge quadro nazionale (L. 96/2006) e da varie leggi regionali (in Toscana la LR 30/2003, da ultimo modificata dalla LR 28 dicembre 2009, n. 80) che lo definisce come una forma di turismo rurale che presenta caratteri particolari nell’organizzazione dell’offerta, i quali risiedono nel legame di particolare intensità tra l’esercizio dell’attività turistica e l’esercizio dell’attività agricola, che deve comunque restare prevalente. In questo modo viene garantito, almeno dal punto di vista formale, il legame tra l’attività di ricezione e ospitalità, e le risorse della ruralità, in particolare quelle riferibili all’attività agricola. Spesso si parla di turismo rurale associandolo o talvolta sovrapponendolo al termine di “ecoturismo” e di “turismo enogastronomico”. Si tratta di un equivoco in cui spesso è facile incorrere, data la condivisione di alcune tematiche che questi concetti portano avanti. La verità è che nessuno di questi termini può essere usato come sinonimo di “turismo rurale”, piuttosto si tratta di particolari segmenti, anche se non sempre interamente ricompresi in esso.

Un altro elemento caratterizzante del turismo rurale è che alcune forme di fruizione dei contesti rurali riguardano attività riconducibili all’escursionismo giornaliero, senza dunque la presenza del pernottamento che è un elemento costitutivo della fruizione turistica. Anche queste forme di escursionismo svolgono tuttavia un ruolo importante nell’economia delle aree rurali. In conclusione, dunque, è essenziale la capacità di promuovere circuiti e dinamiche di concertazione a livello locale che favoriscano l'aggregazione di attori locali, in modo da costruire una coerenza dell’offerta territoriale e sostenere percorsi di collaborazione multisettoriali rivolti al mantenimento e potenziamento delle risorse rurali. 


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